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Etf, sostenibilità e reddito fisso trend inarrestabili

Il punto sui flussi e le tendenze del mercato degli strumenti passivi con Karim Chedid, head of Investment Strategy iShares EMEA di BlackRock
Il punto sui flussi e le tendenze del mercato degli strumenti passivi con Karim Chedid, head of Investment Strategy iShares EMEA di BlackRock

Karim Chedid, head of Investment Strategy iShares EMEA, BlackRock Downgrade dell’ azionario a view neutrale e upgrade, sempre a neutrale, del credito. Queste le ultime due mosse del team di BlackRock da cui ha avuto origine la conversazione di FocusRisparmio con Karim Chedid , a capo della divisione iShares EMEA che si occupa di identificare le strategie di investimento passive più adatte al contesto di mercato. ‘Un contesto’, afferma Chedid, ‘che dobbiamo definire quantomeno sfidante da inizio anno, in particolare per gli investitori in multi-asset’. Tanto il comparto obbligazionario quanto quello azionario hanno subito, come noto, pesanti correzioni con un grado di correlazione che ha reso molto complicato riuscire a trovare diversificazione. ‘No place to hide?’ La ricerca di un posizionamento adatto al contesto parte dalla motivazione delle scelte di passare da short a neutral per quanto riguarda il credito e da long a neutral per quanto riguarda l’ azionario. ‘Certamente l’ uscita della Banca centrale europea dal regno dei tassi negativi determina un sostanziale cambio di prospettiva per gli investitori obbligazionari, in particolar modo nel Vecchio Continente. Il comparto europeo del credito appare relativamente ben posizionato. Se allarghiamo a una prospettiva globale e guardiamo agli investment grade c’ è spazio per inserire duration in portafoglio’, dichiara l’ head of Investment Strategy iShares EMEA di BlackRock. ‘Per quanto riguarda il downgrade dell’ equity’, prosegue, cambiando asset class, ‘questo è motivato dalla consapevolezza che i drawdown che abbiamo sperimentato finora hanno un fondamento dal punto di vista macroeconomico. Basti pensare al progressivo azzeramento da parte delle banche centrali dei programmi speciali di acquisto titoli decisi a seguito della pandemia da Covid-19. Gli effetti di queste decisioni non si sono ancora fatti sentire sui mercati e i rischi per la crescita sono senza dubbio reali’. Oltre ai rischi di recessione, c’ è una seconda motivazione del downgrade a neutrale dell’ equity da parte di BlackRock. ‘Guardando alle valutazioni relative per asset class, l’ azionario è ancora più attrattivo rispetto all’ obbligazionario ma il gap delle valutazioni si é ridotto, rendendo l’ allocazione al fixed income meno costosa rispetto al recente passato’, spiega Chedid. USA vs Europa e l’ incognita emergenti Analizzando i flussi azionari degli Etf negli ultimi due mesi riportati dal BlackRock ETP Landscape Report è possibile notare una grande preferenza per gli Stati Uniti per quanto riguarda l’ azionario. Nel mese di maggio sono confluiti nel comparto il 90% dei 54,3 miliardi di dollari raccolti dall’ asset class. ‘Gli investitori globali continuano a preferire il fattore quality, rispetto alla più value-oriented Europa, ma i numeri assoluti non registrano volumi tali da affermare che gli investitori stiano rientrando sui mercati posizionando i portafogli nella convinzione di stare comprando sui minimi’. A pesare sui listini internazionali in particolare l’ incognita inflazione, con gli interrogativi su portata e tempi che assumerà la sua corsa. ‘Dobbiamo stare molto attenti a distinguere tra Stati uniti e Europa quando affrontiamo il tema inflazione’, avverte Chedid. ‘Il picco in Europa arriverà secondo noi più tardi e sarà più alto rispetto agli Stati Uniti. Allo stesso tempo avremo una discesa più ripida successivamente. Stiamo quindi parlando di un’ inflazione di natura più transitoria. In questo contesto, a livello generale, è importante concentrarsi su quelle aziende in grado di difendere i propri margini. Fattori come il quality in settori come tecnologia e healthcare, ma anche settori tradizionalmente più difensivi come consumer staples’, specifica l’ esperto, sottolineando come la preferenza per l’ Europa riscontrata tra novembre 2021 e febbraio 2022 sia già rapidamente rientrata. Ci sono poi i trend relativi a specifici Paesi: come ad esempio il Brasile e in generale l’ America Latina. Anche la Cina è sotto i riflettori degli investitori, in attesa della fine delle chiusure causate dall’ ennesima ondata pandemica. ‘Lo scenario dei mercati emergenti’, sottolinea Chedid, ‘resta particolarmente sfidante per effetto della vulnerabilità agli shock delle materie prime energetiche e di quelle agricole che sta prendendo forma in modo sempre più netto’. ‘Le banche centrali dei Paesi emergenti stanno continuando a mettere in campo restringimenti in materia di politica monetaria ed è molto complicato ora cambiare rotta data la situazione macroeconomica’, completa. Gli inarrestabili trend: ESG e Fixed Income ‘La sostenibilità dimostra di funzionare anche in questo contesto di mercato’, dichiara con convinzione l’ head of Investment Strategy iShares EMEA di BlackRock, nonostante i benchmark sostenibili stiano sottoperformando rispetto ai tradizionali in questa fase. ‘Se guardiamo all’ esposizione complessiva degli indici sostenibili si nota un sottopeso degli energetici e un sovrappeso dei tecnologici e questo spiega gli andamenti. Allo stesso tempo, le esclusioni derivanti da screening Esg hanno continuato ad essere un driver di performance positiva, a dimostrazione che anche in scenari di investimento avversi la sostenibilità porta valore’, rimarca. ‘La risposta da parte degli investitori’, fa notare sull’ argomento Chedid, ‘continua a essere forte con un 30% di allocazione ESG. Il rallentamento rispetto al 2021 e al 2020, dove la quota era vicina al 50%, c’ è ma in ogni caso parliamo di una scelta di esposizione tripla rispetto al 2019 e 2018, dove si fermava al 10%’. Medesima forza per il trend della gestione passiva nel comparto fixed income, che, secondo una recente ricerca di BlackRock ,raggiungerà a livello globale i 5.000 miliardi di dollari. ‘Abbiamo certamente una forte pressione sulla crescita, ma non ancora rischio default generalizzato nel credito. Per questo motivo siamo passati da short a neutral, sebbene manteniamo una grande attenzione alla qualità, con preferenza dell’ investment grade sull’ high yield. Da un punto di vista tattico, vediamo alcuni investitori posizionarsi su high yield statunitense ma è ancora troppo presto perché questo possa essere definito un trend’, conclude Chedid. . Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter! 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FONTE: https://www.focusrisparmio.com

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